Buoni propositi per il tuo sorriso

Alla fine di ogni anno si pensa ai nuovi obiettivi da raggiungere durante l’anno successivo e da inserire nella famosa "lista dei buoni propositi".

Molti di questi riguardano la salute fisica in generale, dal più comune “smettere di fumare” al famoso “iscriversi in palestra”, ma dovremmo fare un pensiero anche sulla prevenzione.
Molti pazienti si recano dal dentista solo quando il dolore o il problema riscontrato in bocca è grave a tal punto da richiedere un intervento tempestivo.

Per tale ragione vi consigliamo di iniziare il 2023 con il "buon proposito" della prevenzione orale!

Prevenire è meglio che curare

Molte persone trascurano i primi segnali di una patologia orale oppure non li considerano tali, come ad esempio alito cattivoafte o sensibilità dentale.

Per questo motivo è importante controllare la salute della bocca guardandosi allo specchio, per verificare:

  • l’integrità dei denti che non devono presentare erosioni e macchie bianche
  • l’assenza di placca dentale o tartaro vicino al bordo gengivale
  • il colore delle gengive che non devono essere rosse o presentare gonfiore

Dopo aver lavato i denti, è altrettanto importante controllare che nel lavandino non  vi siano tracce di sangue ed ispezionare le guance per capire se vi sono possibili afte o abrasioni dei tessuti molli.

Quali sono i campanelli di allarme?

  • Gengive rosse e gonfie sono il primo segnale di un’infiammazione al tessuto gengivale, spesso accompagnato dalla presenza di tracce di sangue durante l’uso dello spazzolino
  • Alitosi. Questa condizione è spesso multifattoriale, ovvero causata dalla presenza di diverse problematiche tra cui una scarsa igiene orale, presenza eccessiva di tartaro in bocca, carie o l’abuso di sigarette
  • Denti erosi. Quando i denti presentano una superficie consumata è possibile che la causa sia il bruxismo, ossia il serramento o sfregamento involontario dei denti durante il sonno o la veglia
  • Denti sensibili. La sensibilità si avverte quando lo smalto si assottiglia o presenta dei traumi. Le cause possono essere molteplici, tra cui uno spazzolamento dei denti troppo energico o l’uso di dentifrici sbiancanti.

Queste condizioni si possono curare in modo semplice, se individuate tempestivamente e valutate da un esperto. Non si deve inoltre dimenticare di eseguire visite periodiche dal dentista perché alcune patologie, come la carie, sono asintomatiche.


Salute orale e prevenzione a tavola

Prendersi cura della salute orale non significa solo lavare i denti almeno due volte al giorno, passare il filo interdentale, utilizzare il collutorio e prenotare delle visite di controllo periodiche dal dentista.
Una parte importante riguarda anche la prevenzione, in particolare quella a tavola.

L’alimentazione, infatti, influisce sul benessere del nostro sorriso: è importante seguire una dieta equilibrata che fornisca i nutrienti necessari per godere di una buona salute generale, oltre che orale.

Dieta e salute dei denti: ecco i cibi amici del tuo sorriso 

I denti, così come le ossa, sono costituiti prevalentemente di calcio.
Ecco perché latte e derivati contribuiscono alla salute dentale, essendo ricchi di questo importante elemento chimico. Inoltre, i latticini contenenti lattobacilli (vedi gli yogurt) ed aiutano a preservare la salute delle mucose gengivali, perché questi batteri fisiologici combattono potenziali microrganismi patogeni.
È importante, quindi, lavarsi bene i denti dopo il consumo di tali cibi: il lattosio, come tutti gli zuccheri, e l’acido lattico possono avere effetti erosivi e nocivi sullo smalto dentale.

Altrettanto importanti per la salute del cavo orale sono sali minerali di magnesio, zinco, ferro, manganese e selenio, nonché vitamine C ed E e fluoro, quest’ultimo indispensabile per il mantenimento dello smalto.
Frutta e verdura sono pieni di queste preziose sostanze, quindi via libera a ortaggi a foglia larga come bieta, spinaci e insalata, che aiutano a pulire la bocca, e sedano, carote, pomodori e rapanelli, che servono a eliminare la placca e a rinforzare lo smalto.
Anche i frutti di bosco sono ottimi alleati nella riduzione dei depositi di placca, grazie alla loro azione antibatterica.
Vegetali croccanti come mele, finocchi, e i già citati sedano e carote, oltre a frutta secca come mandorle, nocciole e noci favoriscono l’uso della dentatura ed eliminano i residui di cibo che potrebbero fermentare nel cavo orale.

E le proteine? Anch’esse si rivelano essenziali per la struttura di denti e gengive: sì, allora, a carne bianca, pesce e legumi, in particolare fagioli, che contengono anche ferro e magnesio.
Infine, i polifenoli contenuti nel vino rosso contrastano l’attività dei batteri responsabili di carie e disturbi gengivali: il vino fa buon sangue, quindi, ma anche buoni denti.

Quali sono gli alimenti da limitare?

Gli acidi degli alimenti sono sostanze ambivalenti, quando si tratta di salute dentale: se assunti in maniera oculata, correttamente diluiti ed applicati, sono validi sbiancanti.
Un consumo smodato, invece, può significare un aumento di erosione dello smalto.
Ad esempio, l’acido citrico contenuto negli agrumi è fortemente abrasivo. Attenzione anche ad altri prodotti aciduli come le mele, i limoni, l’aceto, l’uva, ecc. Questo non significa che dovrai eliminarli dalla dieta, anzi: sono ricchi di elementi utili all’organismo, ma dopo averli ingeriti dovrai procedere con un’accurata pulizia dentale.
Pratica richiesta anche dopo il consumo di tè e caffè, perché entrambi contengono sostante (i tannini) che macchiano lo smalto dentale.
È buona norma moderare inoltre l’assunzione di prodotti da forno industriali raffinati, non solo per il tuo apparato digerente: a causa della loro consistenza, alimenti come cracker, biscotti, fette biscottate lasciano residui sui denti e favoriscono la proliferazione di batteri; inoltre, i carboidrati contenuti in pane e pasta non integrali aumentano i depositi di placca e la formazione di tartaro.

No agli zuccheri… Non solo ai bambini!

L’insorgenza di carie, purtroppo, non minaccia solo i denti dei tuoi figli: i depositi di sostanze zuccherine sono l’ambiente preferito dei batteri, la cui proliferazione può causare queste infezioni che si manifestano sotto forma di lesioni cavitate.
Ti consigliamo quindi di evitare snack, merendine, bibite gassate, energy drink, e dolciumi in genere, specie se semi-liquidi, come miele, caramello e creme spalmabili, perché rimangono più a lungo sui denti.
Questo vale, ovviamente, soprattutto per i bambini, più attratti dai cibi zuccherini: ecco perché è meglio dar loro il buon esempio, eliminare questi alimenti ed educare i più piccini a una corretta igiene orale.

Semaforo rosso anche ad alcool e fumo

L’alcool ha effetti deleteri sui denti sia in maniera diretta che indiretta.
Le sostanze acide e zuccherine contenute nelle bevande alcoliche, infatti, intaccano lo smalto dentale; se poi l’abuso di alcool è frequente non incoraggia l’igiene orale, portando ad ulteriori danni al cavo orale.
Inoltre, l’alcool risulta dannoso per l’intero cavo orale: danneggia infatti le mucose di palato, lingua, esofago e faringe, aumentando la probabilità che questi tessuti si infiammino.

Il fumo, se possibile, risulta ancora più dannoso:

  • Causa la formazione di antiestetiche macchie, gialle o marroni, sulla superficie dei denti, naturali o protesizzati;
  • Favorisce il deposito di tartaro, che a sua volta aumenta il rischio di carie e parodontiti;
  • Aumenta il digrignamento notturno dei denti, contribuendo all’usura dello smalto;
  • Abbassa la quantità di ossigeno presente nelle gengive, stimolandone il ritiro, che a sua volta può portare alla perdita dei denti;
  • Rallenta i tempi di guarigione delle ferite in seguito a interventi di implantologia, stimolando la comparsa di infezioni intorno agli impianti dentali.

Spazzolino da denti: quando cambiarlo?

Lo spazzolino da denti è il nostro alleato quotidiano nella cura della bocca. Almeno due volte al giorno ci permette infatti di pulire i denti da placca batterica e residui di cibo, mantenendoli in salute.  Non dimentichiamo però che anche lo spazzolino da denti, per svolgere correttamente la sua funzione, ha bisogno di attenzione e pulizia costante.

Le setole dello spazzolino trattengono residui di cibo e batteri che a lungo andare possono nuocere alla salute della bocca e causare malattie come gengivite e alitosi. È quindi importante conservarlo correttamente all’interno del proprio bagno e sostituirlo periodicamente.

Quando cambiare lo spazzolino da denti

Lo spazzolino da denti andrebbe sostituito ogni 3 o 4 mesi circa. Non aspettare che le setole si deformino, piegandosi verso l’esterno. In questo caso lo spazzolino perde la sua funzione primaria, ovvero  eliminare placca batterica e residui di cibo dai denti.

Come tenere lo spazzolino sempre pulito?

Per tenere le setole del proprio spazzolino al sicuro da batteri nocivi per la salute, basta seguire alcuni semplici accorgimenti:

  • Sciacqua bene lo spazzolino
    Dopo ogni utilizzo lo spazzolino deve essere risciacquato con acqua calda per rimuovere i residui di cibo e dentifricio tra le setole, terreno fertile per i batteri
  • Non riporre lo spazzolino nell’armadietto
    Lascia asciugare lo spazzolino all’aria aperta posizionandolo sul lavabo. Le setole dello spazzolino altrimenti rimarrebbero umide, aumentando le probabilità di sviluppare batteri.
  • Non usare il tappo in plastica
    Gli astucci in plastica sono utili solo in viaggio per evitare che le setole si sporchino. In bagno invece, non permettono alle setole di asciugarsi correttamente
  • Sostituisci lo spazzolino una volta guarito da una malattia
    Sulle setole possono depositarsi batteri che rallentano il processo di guarigione
  • In famiglia usa contenitori separati per i vari spazzolini da denti
    Se le setole si toccano possono essere scambiati batteri nocivi tra i vari membri della famiglia.

 


Come si usa il collutorio?

Il collutorio è un presidio sanitario utilizzato come supporto ai normali metodi di igiene orale. Infatti, questo prodotto in soluzione è particolarmente efficace solo se il suo uso è combinato a spazzolino, dentifricio e filo interdentale. I suoi benefici? Aiuta a prevenire la placca e a trattare particolari condizioni del cavo orale, quali gengiviti, afte ed alito cattivo. E’ fondamentale utilizzarlo prima o dopo lo spazzolamento dei denti.

Ingredienti dei colluttori

Gli ingredienti comuni ai vari collutori sono:

  • acqua;
  • dolcificanti acariogeni, come xilitolo (che esplica anche una lieve attività antibatterica), sorbitolo, sucralosio e saccarina sodica.

Talvolta, soprattutto in caso di collutori commerciali, possiamo trovare una significativa quantità di alcool, usato soprattutto per esaltare il sapore del prodotto più che per le reali proprietà antibatteriche, particolarmente contenute alle concentrazioni usate. L’alcool può invece avere un effetto irritante sulla mucosa orale e secondo alcuni studi aumenterebbe il rischio di tumore alla bocca e al cavo orale.

Categorie di colluttori

In linea generale, i collutori si possono distinguere in due categorie:

  • collutori medicati (venduti solo in farmacia);
  • collutori cosmetici (venduti liberamente).

primi contengono sostanze chimiche a potente azione antibatterica (principalmente clorexidina), mentre nei secondi è preponderante la presenza di fluoro, che per la sua capacità di favorire la riparazione delle microlesioni dello smalto, è considerato un efficace agente contro la carie. In entrambi i casi, si consiglia di consigliare il vostro dentista di fiducia prima di procedere con la loro assunzione.

Per quanto concerne i colluttori in commercio, la maggior parte sono a base di alcool: l’energica azione disinfettante consente di rinfrescare l’alito e purificare le gengive.

Come usare il colluttorio

Ribadiamo che il collutorio da solo non è sufficiente per una buona igiene orale, ma se utilizzato insieme a spazzolino e filo interdentale è un prezioso strumento ausiliario per prevenire fastidi al cavo orale, carie, gengiviti e alitosi.

Il collutorio va usato dopo aver lavato i denti con spazzolino e dentifricio, e dopo aver usato il filo interdentale. Prima di procedere agli sciacqui controllate se va utilizzato puro o diluito, quindi mettetene in bocca una piccola quantità e fatelo passare nel cavo orale assicurandovi che abbia toccato tutte le zone. Dopo aver usato il collutorio, evitate di risciacquare la bocca con acqua: le proprietà del prodotto continuano a fare effetto dopo averlo sputato. Può essere utilizzato ogni qualvolta ci si lava i denti, oppure secondo le esigenze personali.

La dose giusta sono 20 ml e mai diluito. Generalmente il flacone presenta un dosatore (il tappo), che ci consente di misurare con precisione la quantità da utilizzare. Per quanto concerne i colluttori a  base di fluoro, la dose consigliata è di 10 ml solitamente. Ad ogni modo, in caso non si tratti di colluttori prescritti dal medico, non dovrete preoccuparvi della quantità da utilizzare, a meno che non si tratti di colluttori a base di alcool che tendono a danneggiare le mucose.

 Effetti collaterali

Per quanto concerne i colluttori naturali e senza alcool, generalmente non presentano alcun tipo di effetto collaterale.

Per quanto concerne i colluttori a base di Clorexidina, possono presentarsi i seguenti aspetti:

  • comparsa di pigmentazioni
  • incremento formazione tartaro, 
  • alterazioni gusto, 
  • comparsa irritazioni della mucosa orale.

Abitudini che fanno male ai denti

Prendersi cura del proprio sorriso è importante, perché il benessere generale passa anche per la salute orale.
Per mantenere i denti in salute ed evitare l’usura dentale, non bastano una corretta igiene orale e periodici controlli dal dentista: bisogna prestare attenzione anche alle abitudini quotidiane.

Ci sono infatti molte abitudini dannose per i denti, estremamente comuni e apparentemente innocue, che, a lungo andare, possono compromettere il tuo sorriso.

Scopriamo insieme quali sono le 6 più comuni abitudini che rovinano i denti e perché è necessario eliminarle dal proprio stile di vita.

Trascurare l’igiene orale quando sei fuori casa

Lo sappiamo, prendersi cura della propria igiene orale quando si passa molto tempo fuori casa o si mangia spesso fuori, non è semplice. Ma la placca è sempre in agguato: prova a portare in macchina o in borsa un kit spazzolino e dentifricio da viaggio.

E, se proprio non puoi lavare i denti, assicurati di sciacquare la bocca dopo ogni pasto o spuntino. Sì anche ai chewingum senza zucchero o allo xilitolo, ma solo se masticati per qualche minuto e senza esagerare nella quantità.

Masticare il ghiaccio

Per gioco o per rinfrescarsi, in una calda giornata d’estate soprattutto. La tentazione di mordere (o provare a mordere) i cubetti di ghiaccio mentre si beve qualcosa di fresco è sempre dietro l’angolo.

Ma si tratta di un’altra delle comuni abitudini che rovinano i denti. Non solo la forte pressione necessaria a masticare il ghiaccio, ma anche il brusco sbalzo di temperatura che ne consegue potrebbero provocare usura e lesioni dentali. Meglio resistere alla tentazione.

Utilizzare spesso e/o male lo stuzzicadenti

Gli stuzzicadenti sono utilizzatissimi dopo i pasti, sia in casa che al ristorante. Il problema è che si tratta di un’arma a doppio taglio. Da un lato lo stuzzicadenti libera dal cibo incastrato tra i denti e dall’altro, se utilizzato spesso e con poca delicatezza, rischia di infiammare le gengive. Opta per il filo interdentale, comodo da portare dietro anche fuori casa.

Mangiarsi le unghie e/o utilizzare i denti come “utensili”

Tra le più comuni abitudini che rovinano i denti c’è sicuramente quella di rosicchiare le unghie e mordicchiare penne, matite e altro. Ma anche il vizio di utilizzare i denti per spezzare fili e nastri adesivi o aprire bottiglie e pacchetti plastificati non è da meno.

In entrambi i casi, oltre a trasferire in bocca i batteri presenti sulle mani o sugli oggetti, rischi di indebolire o scheggiare lo smalto. Ecco perché l’unica cosa che ti suggeriamo di addentare è il cibo!

Piercing alla lingua o alle labbra

Vanno di moda da tempo e sembrano ancora piacere tanto, soprattutto ai giovanissimi. Eppure non tutti prestano abbastanza importanza al loro effetto negativo sulla dentatura e alle abitudini che rovinano i denti ad essi legate.

L’inevitabile sfregamento del metallo del piercing contro la superficie dei denti vicini, così come la tendenza a giocare con il piercing, addentarlo o muoverlo con la lingua, sono tutte causa di usura dentale.

Non curare l’alimentazione e l’igiene orale

Ultimo, ma non per importanza: alimentazione e igiene orale quotidiane sono alla base di un sorriso sano e libero da carie, gengivite, sensibilità dentale, mal di denti e altri disturbi.

Mangiare spesso cibi acidi, ricchi di zuccheri o appiccicosi, soprattutto fuori dai pasti principali, oltre a favorire l’insorgere di denti sensibili provoca l’usura dello smalto dentale.
Lo stesso vale per una scorretta igiene orale: no a spazzolamento troppo energico, troppo frequente o con setole molto rigide. Nulla di nuovo per chi segue il nostro blog del sorriso, solo un piccolo promemoria che non guasta mai.

 

Insomma, a volte, sono proprio le abitudini quotidiane, alle quali non fai quasi caso, a compromettere la tua salute e igiene orale: liberandotene puoi evitare tante fastidiose complicazioni.

Presta qualche attenzione in più nel corso della giornata a queste abitudini che rovinano i denti, per mantenere il tuo sorriso sano e bello!


Come lavare i denti in modo corretto

Placca, alito cattivo, gengiviti e carie: la salute della bocca è a rischio soprattutto per chi non si prende cura della propria igiene dentale in modo adeguato.

Lavarsi bene i denti, due/tre volte al giorno, aiuta a mantenerli bianchi. Se è vero che alcune sostanze contenute in cibi e bevande, in particolare tabacco, caffè, tè, vino, bibite colorate, cioccolato, liquirizia e caramello, sono responsabili del progressivo ingiallimento dei denti, è scientificamente provato che una buona tecnica di spazzolamento ne limita i danni e protegge il cavo orale da altre patologie più gravi.

Vediamo in che cosa consistono le migliori pratiche di pulizia e quali sono le caratteristiche dello spazzolino da denti ideale.

Come lavare e curare i denti

Quali sono gli strumenti necessari per una corretta e puntuale pulizia dei denti, dentro casa e fuori?
Ecco i più consigliati e diffusi:

  • Spazzolino manuale o spazzolino elettrico
  • Dentifricio al fluoro, in più varianti
  • Filo interdentale e scovolino
  • Collutorio per il risciacquo (preferibilmente con fluoro e privo di alcol)

Come lavarsi i denti in 3 passaggi?

Per cominciare è bene sapere che la fretta è la prima nemica di una pulizia accurata e approfondita. Un lavaggio dei denti ben fatto dura in media un paio di minuti; le persone che impiegano meno tempo tendono a fare pressione sullo spazzolino manuale, lasciando intatti i residui di cibo e allo stesso tempo rovinando lo smalto dentale.

A livello pratico, dunque, qual è il modo corretto di lavarsi i denti con lo spazzolino manuale?

  • Applicazione del dentifricio
    Aprire il tubetto di dentifricio al fluoro e versarne una piccola quantità sulla testina dello spazzolino, leggermente inumidita. È importante che solo una parte delle setole venga coperta dalla pasta dentifricia, da un lato per evitare sprechi e dall’altro per favorire la pulizia in profondità. La quantità di dentifricio, infatti, non incide sull’efficacia dello spazzolamento.
  • Spazzolamento dell’arcata dentale
    Impugnare lo spazzolino creando un angolo di 45 gradi rispetto alle gengive; procedere con un movimento rotatorio verticale, dalla radice fino all’estremità dei denti. Spazzolare gruppi di 2-3 denti ripetendo il movimento almeno 5 volte, sia nelle zone interne che in quelle esterne, cercando di raggiungere anche i punti più nascosti, come le zone dietro agli ultimi molari. Puliti i denti, dare un’ultima spazzolata alla lingua.
  • Risciacquo della bocca
    Per questa fase utilizzare un collutorio contenente fluoro o basse concentrazioni (0,05%) di clorexidina, oppure limitarsi a espellere il dentifricio in eccesso, evitando di risciacquare la bocca con l’acqua. Attenzione: il fluoro nel dentifricio, affinché possa esercitare il suo effetto benefico all’interno del cavo orale, deve agire sui denti per circa 30 minuti dopo lo spazzolamento. Per questo motivo la diluizione o il risciacquo immediato è una pratica sconsigliata.

Come lavarsi i denti con lo spazzolino elettrico?

Fino a questo momento abbiamo descritto l’utilizzo di uno spazzolino manuale. Nonostante questo sia ancora il metodo più utilizzato, da diversi anni, la ricerca clinica sugli spazzolini elettrici ha portato notevoli migliorie, posizionando questo strumento oggi come “gold standard” dell’igiene orale domiciliare.

Le setole della testina rotante lucidano e detergono le singole corone con movimenti precisi, quasi chirurgici; per un risultato ottimale, lo spazzolino elettrico va appoggiato su ogni dente e angolato negli spazi interdentali per una decina di secondi e poi spostato sui denti adiacenti, in successione.

Per riassumere potremmo dire che lo spazzolino elettrico è lo strumento più idoneo per l’igiene orale ed è particolarmente indicato per chi ha poca manualità.

Quando bisogna lavarsi i denti?

La maggior parte delle persone lo sa, e ripeterlo non guasta: i denti andrebbero lavati alla fine di ogni pasto; la mattina dopo aver fatto colazione, il pomeriggio dopo pranzo e infine poco prima di andare a letto.

Proprio l’ultimo lavaggio della giornata ha il peso più rilevante per la salute della bocca, i batteri del cavo orale infatti trovano terreno fertile durante il sonno, quando la bocca rimane chiusa e diventa piuttosto secca. Una pulizia certosina è basilare per contrastare la formazione della placca che successivamente si mineralizza diventando tartaro.

Non è facile attenersi a questa regola, eppure gli esperti suggerirebbero di aspettare dai 20 ai 60 minuti dopo i pasti per lavarsi i denti.
Per quale motivo? Lo spazzolamento, combinato alle sostanze ancora attive rilasciate da bibite gassate o cibi acidi, potrebbe danneggiare lo smalto e corrodere il tessuto sottostante, la dentina.


Filo interdentale: quale scegliere e come usarlo

Il filo interdentale è importantissimo per l’igiene orale. Rimuove efficacemente placca e tartaro ed evita il formarsi di carie e altri problemi. Bisogna, però, imparare a usarlo bene e anche a scegliere quello più adatto alla propria dentatura. Vediamo come.

L’importanza del filo interdentale

Il filo interdentale, insieme a spazzolino e dentifricio, è uno degli strumenti chiave per garantirsi una perfetta igiene orale.

Dopo aver lavato bene i denti, infatti, è necessario passare anche il filo, per rimuovere i residui di cibo più ostici e arginare il formarsi di placca e tartaro. È fondamentale, non c’è altro modo per raggiungere lo stesso risultato.

Gli spazi tra i denti sono un ricettacolo di sostanze pericolose per il sorriso, che sfuggono alle setole dello spazzolino e possono causare dolore e problemi di salute: carie, gengivite, parodontite, alito cattivo, ecc.

Purtroppo, però, ancora molte persone trascurano questo passaggio e si limitano a spazzolare la dentatura, al massimo disinfettandola poi con il collutorio. I motivi? Pigrizia, in moltissimi casi. Ma anche una scarsa conoscenza del filo e delle sue potenzialità, e soprattutto una difficoltà a sceglierlo e a utilizzarlo in modo corretto.

A ognuno il suo filo interdentale : come scegliere quello giusto

In commercio, esistono essenzialmente due tipologie di filo interdentale: quello cerato e quello non cerato. Ci sono poi alcune varianti tecniche, che servono a renderne più semplice l’uso in condizioni particolari, come nelle persone che hanno un apparecchio ai denti o che hanno difficoltà nel maneggiare oggetti sottili.

Esistono, infine, anche dei fili aromatizzati, per renderne più gradevole l’uso.

Tra le caratteristiche, è molto importante fare attenzione allo spessore. Un filo troppo spesso, infatti, non si inserisce bene tra i denti, quando questi sono molto vicini e serrati. Viceversa, uno troppo sottile, scivola più facilmente durante l’uso e rischia di ferire le gengive.

La soluzione? Fare qualche prova, magari dal proprio dentista di fiducia, per trovare lo spessore giusto per la propria bocca.

Come si usa il filo interdentale

L’uso corretto del filo interdentale è lo scoglio che spaventa la maggior parte delle persone e le fa desistere. In realtà, però, basta acquisire un po’ di manualità e, in poco tempo, diventa un attività pratica e rapida.

Ecco come usare il filo interdentale, spiegato in 6 passaggi:

  • Tagliare una porzione di filo di circa 50 cm
  • Arrotolare le due estremità intorno alle dita (preferibilmente gli indici)
  • Tenere il filo teso, prendendolo con entrambe le mani, tra pollice e indice
  • Far scivolare il filo tra i due denti e muoverlo ripetutamente, sia in orizzontale che in verticale
  • Far scorrere il filo tra le mani, in modo che la parte utilizzata sia sempre pulita
  • Ripetere l’operazione per ogni dente

10 problemi causati da una cattiva igiene orale

La salute orale è molto più della semplice salute della nostra bocca, dei denti e delle gengive.
La bocca è un accesso primario nel corpo e proprio per questo una cattiva igiene orale può avere conseguenze negative in tutto l’organismo.

Denti che fanno male, gengive che sanguinano e alito cattivo sono tutti sintomi di cattiva salute orale. I batteri della bocca possono facilmente entrare nel flusso sanguigno e causare infezioni e infiammazioni ovunque si diffondano.

10 problemi di salute causati da cattiva igiene orale

Malattia cardiovascolare
Avere una cattiva salute orale mette una persona a rischio di malattie cardiache. Se le gengive sono infiammate a causa dei batteri che causano la malattia parodontale, gli stessi batteri possono effettivamente entrare nel flusso sanguigno causando l’indurimento delle arterie (aterosclerosi).

Questo indurimento delle arterie si chiama aterosclerosi ed è molto grave. Porta a problemi di flusso sanguigno e blocchi cardiaci e aumenta la probabilità di avere un infarto.
L’impatto dannoso sulle arterie e sui vasi sanguigni può portare a ipertensione e aumentare il rischio di ictus.

Demenza
Una cattiva salute orale può influenzare il cervello. Le sostanze rilasciate dalle gengive infiammate dall’infezione possono effettivamente uccidere le cellule cerebrali e portare alla perdita di memoria.

La demenza e forse anche la malattia di Alzheimer possono derivare da gengivite quando i batteri nella bocca si diffondono ai canali nervosi o entrano nel flusso sanguigno.

Infezioni respiratorie
Il sistema respiratorio può soffrire a causa della cattiva salute orale.

I batteri presenti nella bocca, formati da denti infetti e gengive gonfie possono essere respirati nei polmoni o viaggiare attraverso il flusso sanguigno. Una volta lì i batteri possono portare a infezioni respiratorie, polmonite, bronchite acuta e persino BPCO.

Diabete
Non solo i diabetici sono già più sensibili alle infezioni come le gengive infette che portano alla malattia parodontale, ma la malattia parodontale può a sua volta rendere il diabete più difficile da controllare.

I sintomi possono peggiorare quando i livelli di zucchero nel sangue vanno in tilt a causa di malattie gengivali.

È particolarmente importante per i diabetici prendersi cura della propria salute orale per prevenire complicazioni. Poiché la malattia gengivale può portare a livelli di zucchero nel sangue più alti del normale, una persona con cattiva salute orale ha un rischio maggiore di sviluppare il diabete.

Complicanze della gravidanza
È indispensabile per le future mamme praticare una buona igiene orale. I cambiamenti ormonali nel corpo durante la gravidanza possono far sì che una donna sviluppi infezioni orali molto più facilmente.

Qualsiasi infezione nel corpo della madre aumenta il rischio di avere complicazioni durante la gravidanza.

È stato provato che i problemi di salute orale nella madre come la parodontite e la gengivite portano a parto prematuro e basso peso alla nascita nei neonati. Le malattie gengivali mettono a rischio sia la saluta della madre che del bambino.

Infertilità
Esiste un legame tra cattiva salute orale e problemi di infertilità nelle donne.

Le malattie gengivali possono portare a vari problemi di salute generali che possono rendere più difficile per una donna concepire e sostenere una gravidanza sana.

Una donna con una cattiva salute orale potrebbe avere più difficoltà a rimanere incinta rispetto a una donna con ha una buona salute dentale.

Disfunzione erettile
Avere una scarsa igiene orale mette un uomo a rischio maggiore di soffrire di disfunzione erettile.

I batteri delle gengive malate possono entrare nel flusso sanguigno e causare infiammazione dei vasi sanguigni. Questa infiammazione può bloccare il flusso di sangue ai genitali, rendendo le erezioni più difficili o addirittura impossibili da raggiungere.

Cancro
Ovviamente, cattive pratiche di salute orale come il fumo o l’uso di prodotti del tabacco possono portare a tumori della bocca e della gola, ma anche altri tipi di cancro sono stati collegati alla malattia delle gengive.

Il rischio di carcinoma renale, carcinoma pancreatico e tumori del sangue è molto più elevato per le persone con cattiva salute orale.

Malattie renali
La malattia renale cronica è un grave problema di salute che colpisce i reni, il cuore, le ossa e la pressione sanguigna. Le infezioni nel corpo come la malattia parodontale possono portare a malattie renali.

Le persone con malattie gengivali hanno generalmente un sistema immunitario più debole e hanno maggiori probabilità di contrarre infezioni. Molte persone che soffrono di cattiva salute orale soffrono anche di malattie renali.

La malattia renale può essere fatale se porta a insufficienza renale o malattie cardiovascolari.

Artrite reumatoide
Secondo alcuni studi, le persone con malattie gengivali hanno quattro volte più probabilità di avere l’artrite reumatoide.

Entrambe le malattie hanno infiammazione in comune e i batteri orali della gengivite possono aumentare l’infiammazione in tutto il corpo: ciò aumenta notevolmente il rischio di sviluppare l’artrite reumatoide, una malattia infiammatoria dolorosa e debilitante.

Prevenzione

Il modo migliore per prevenire gravi problemi di salute causati da cattiva salute orale è praticare una buona igiene orale e programmare visite regolari con il dentista.

Per praticare una buona igiene orale basta seguire alcune semplici regole:

  • Lavati i denti e le gengive per due minuti almeno due volte al giorno
  • Usa il filo interdentale ogni giorno
  • Evita di fumare sigarette o masticare prodotti a base di tabacco
  • Usa dentifrici e collutori contenenti fluoro
  • Limita cibi e bevande zuccherate
  • Segui una dieta equilibrata per un’alimentazione ottimale

La salute orale è un indicatore della salute generale: prendersi cura della salute orale per prevenire malattie come la gengivite e la malattia parodontale può fare molto per ridurre il rischio di problemi di salute più gravi in tutto il corpo.


Mal di testa e denti: esiste una correlazione?

Molto spesso capita di accusare mal di testa e non riuscire a capirne le cause. I pazienti che soffrono di queste problematiche dovrebbero considerare che la ragione del loro disturbo potrebbe dipendere anche dai denti e in generale dall’apparato stomatognatico, cioè l’insieme di tutte le strutture che permettono la masticazione e la deglutizione del cibo.

Relazione tra mal di testa e denti

Se soffri di mal di testa e mal di denti, è naturale chiedersi se i due sintomi siano correlati. Forse il mal di denti sta provocando il mal di testa, o forse la combinazione del mal di testa e del mal di denti indica un problema di salute di base.

Le carie

La carie può provocare dei dolori molto intensi ai denti che possono diffondersi in tutta la faccia attraverso il nervo trigemino, generando quindi la sensazione di mal di testa. Generalmente, questi dolori possono essere avvertiti anche negli occhi e negli orecchi. È chiaro che, curando la carie, spariranno anche i dolori causati dalla carie stessa.

I disturbi dell’ATM

Altre volte, invece, il mal di testa è strettamente collegato ad un altro tipo di patologia, che prende il nome di disturbo dell’ATM. Questo disturbo può essere causato dalla malocclusione, cioè dal non perfetto allineamento dei denti tra le due arcate. La mancanza di un corretto allineamento provoca una distribuzione scorretta delle forze durante la masticazione, con un sovraccarico di alcuni muscoli e articolazioni coinvolte.

I disturbi dell’ATM provocano un’alterazione del corretto funzionamento delle articolazioni mandibolari causando dolore e infiammazione nei muscoli e nervi del collo, del viso e della testa. A causare il mal di testa, inoltre, a volte è il cosiddetto bruxismo, ossia l’abitudine di serrare o digrignare i denti, che a sua volta può provocare l’infiammazione dell’ATM.

Oltre a problematiche legate al mal di testa, i disturbi dell’ATM possono causare dolore al collo, affaticamento dei muscoli facciali, ronzii nelle orecchie, mal di schiena, incapacità di aprire o chiudere completamente la bocca, gonfiore del viso, difficoltà a mordere.

Le possibili soluzioni

Soffrire di mal di denti e contemporaneamente di mal di testa può essere correlato ma bisogna sempre andare a fondo valutando le possibili correlazioni ed evitando che una persona si sottoponga a uno o più devitalizzazioni, non necessarie o peggio estrazioni, prima di ricevere la diagnosi di nevralgia del trigemino.


Spazzolino da denti: quale scegliere?

Lo spazzolino, assieme a dentifricio, colluttorio e filo interdentale, è il protagonista indiscusso di una corretta igiene orale.
Gli esperti consigliano di utilizzarlo almeno tre volte al giorno: la mattina dopo aver fatto colazione, dopo pranzo e la sera prima di andare a dormire.

È assodato che un utilizzo corretto ed adeguato dello spazzolino da denti sia la base di una corretta igiene dentale quotidiana: usarlo correttamente rappresenta infatti l’arma più efficace per prevenire carie e disturbi gengivali in genere, ed evitare il deposito di placca sullo smalto dentale e sugli spazi interdentali.

Come si riconosce un buon spazzolino da denti?

Nella scelta dello spazzolino intervengono fattori molto soggettivi e in effetti è soprattutto una questione di comfort personale.

In linea generale, un buon spazzolino da denti si riconosce da diversi fattori:

  • Testina piccola
    Scegli uno spazzolino che abbia una testina piccola e setole appositamente progettate per raggiungere anche gli angoli più nascosti della bocca. Le misure consigliate sono 2,5 cm in lunghezza e non più di 4 ciuffi di setole in larghezza. Inoltre, la testina non dovrebbe presentare fessure in modo tale da evitare che i batteri si annidino tra le setole.
  • Setole flessibili
    La scelta delle setole si basa sulle caratteristiche personali ed i propri bisogni. Chi soffre di gengivite, ad esempio, dovrebbe optare per setole morbide che non aggrediscano denti e gengive. Le setole medie sono invece quelle generalmente consigliate dai dentisti: rimuovono facilmente placca e i residui di cibo senza essere “invasive” come quelle dure, che sono molto resistenti ed efficaci nello spazzolamento, ma rischiano di sciupare lo smalto dei denti.
  • Impugnatura ergonomica
    Il manico deve essere ben maneggiabile e resistente all’umidità. Molti spazzolini infatti sono dotati di impugnatura antiscivolo per una maggiore facilità di utilizzo anche quando lo spazzolino è bagnato.

Per quanto riguarda le specifiche delle setole (ondulate, piatte, a cupola), della testina (triangolare o rotonda), o del manico (ergonomico, con testina snodata), dovrai basarti sulle tue esigenze di comodità e praticità: il modo migliore è provarne diversi, fino a trovare quello perfetto.

Inoltre è bene ricordare che lo spazzolino deve essere cambiato dopo 3 mesi al massimo, o anche più spesso se noti che le setole sono consumate. In questo modo sarai certo di prenderti sempre cura dei tuoi denti in modo adeguato, senza rovinarli e prevenendo l’insorgenza di infezioni batteriche.

Spazzolino elettrico o manuale?

Ciò che conta di più è la tua tecnica di spazzolatura: se sei un "abile spazzolatore", la differenza tra i due dovrebbe essere minima.

Tuttavia, gli studi dimostrano che gli spazzolini elettrici generalmente ottengono risultati migliori in termini di rimozione della placca. Questo perché fanno la maggior parte del lavoro e aiutano a compensare le debolezze nella tua tecnica di spazzolatura.

Se hai sanguinamento o gengive tenere o destrezza limitata, uno spazzolino elettrico potrebbe essere davvero una buona soluzione per aiutarti a ottenere grandi risultati con più facilità.