Come curare il sorriso in gravidanza?

La gravidanza rappresenta un momento in cui tutte le donne assistono a cambiamenti fisiologici complessi del proprio corpo, tutti normalmente indirizzati a garantire il benessere e la crescita del bambino, ma che possono, in certi casi, procurare dei temporanei fastidi durante i nove mesi.

Spesso si associano alla gravidanza solo quei cambiamenti fisiologici più comuni ed evidenti, ma non sono da sottovalutare quelli legati alla salute orale.

Maggior rischio di carie

Una variazione del regime alimentare o delle abitudini di igiene orale associate a eventi di reflusso, molto frequenti durante la gestazione, posso essere la causa di un progressivo effetto di demineralizzazione dei tessuti dentali, in questo modo la riduzione dello smalto rappresenta un forte fattore di rischio per l'insorgenza di carie.
Le variazioni ormonali, inoltre, inducono alterazioni anche a livello della saliva, rendendola più viscosa: questa condizione consente ai batteri di aderire molto di più sulla superficie dei denti.

Maggior rischio di gengiviti

La gravidanza porta con se una complessa modificazione a carico di tutti i tessuti ed è anche generalmente associata a una più alta risposta immunologica: questo porta i tessuti gengivali ad avere una risposta infiammatoria molto più pronunciata nei confronti della flora batterica orale.
Durante il periodo della gravidanza è quindi molto frequente la comparsa di patologie dei tessuti orali come gengiviti e parodontiti, più o meno severe, che si manifestano con sanguinamenti e gonfiori.

Per continuare ad avere una buona salute orale anche durante la gravidanza è importante non perdere le buone abitudini di igiene orale e fare delle visite di controllo periodiche dal proprio dentista per prevenire l'insorgenza di fastidiose infiammazioni. Sarà compito del dentista valutare lo stato di salute e i possibili fattori di rischio, consigliando eventualmente delle sedute di igiene orale più frequenti o prodotti da usare quotidianamente per mantenere una buona pulizia di tutta la bocca.

Buona igiene orale e salute del bambino

La prevenzione delle malattie orali e in generale una buona salute della bocca può migliorare notevolmente la qualità di vita del bambino durante la gravidanza, inoltre consente di prevenire la trasmissione di batteri patogeni della flora orale da madre a figlio.

Ricerche scientifiche hanno infatti dimostrato che tanto più è alta la presenza di batteri cariogeni nella saliva materna, tanto più alto è il rischio che al bambino vengano trasmessi direttamente con la possibilità che colonizzino precocemente le superfici orali del bambino.


Perché ho i denti storti?

I denti storti sono tra i difetti del sorriso che più mettono in imbarazzo e possono rappresentare anche una minaccia per la salute, sia della bocca che di tutto il corpo.

Le cause che possono portare ad avere una dentatura non perfettamente allineata sono davvero molteplici, ma è sicuramente consigliabile intervenire il prima possibile. Le possibilità sono tante, a seconda della gravità del problema: dall’ortodonzia classica (fissa o mobile) agli allineatori trasparenti, fino all’intervento con le faccette estetiche.

Denti storti: non solo un problema estetico

I denti storti, per molti, sono senza dubbio un problema estetico: una dentatura non allineata può essere motivo di profondo imbarazzo, fino a tramutarsi in un vero e proprio ostacolo nella costruzione di relazioni personali serene. Chi non riesce ad accettare la propria bocca tende a chiudersi, ad essere timido, a non sorridere per paura di scoprire un punto debole. In casi estremi, poi, la dentatura storta può anche alterare i tratti del viso, e la situazione si fa ancora più complessa.

Molto peggiori, però, sono i problemi di salute che una dentatura storta può provocare:

  • Problemi digestivi (scorretta masticazione);
  • Problemi respiratori (impossibilità di chiudere bene la bocca);
  • Problemi di articolazione del linguaggio;
  • Dolori alla faccia e al cranio (mal di testa, acufeni...);
  • Squilibri posturali;
  • Problemi di igiene orale (denti più difficili da lavare bene);
  • Fragilità dentale.

I possibili rimedi

Vista l’importanza dei problemi che possono creare, è bene adoperarsi tempestivamente per raddrizzare i denti storti.
Le strade percorribili, per fortuna, sono molte e dipendono dalla gravità della situazione e dalle cause: si può scegliere la via dell’ortodonzia, che può essere tradizionale (fissa o mobile) oppure trasparente, altrimenti, un altro possibile rimedio ai denti storti, è l’applicazione delle faccette estetiche.

  • L’ortodonzia tradizionale (fissa e mobile)
    L’ortodonzia tradizionale è la risposta più classica ad un problema di dentatura storta. È il cosiddetto “apparecchio”, che può essere fisso o mobile (le due modalità possono anche alternarsi nel tempo, durante il trattamento). Il principio d’azione è molto semplice, gli elementi che compongono l’apparecchio sottopongono i denti storti ad una pressione graduale ma costante, che li riconduce nella posizione ottimale.
  • Allineatori trasparenti
    Un principio analogo all'ortodonzia trasparente. Il vantaggio, in questo caso, è la perfetta resa estetica. Le mascherine trasparenti, infatti, non si notano e non creano problemi nel linguaggio. Risultano, così, molto meno invasive di un apparecchio classico.
  • Le faccette dentali
    Anche le faccette dentali possono rappresentare una soluzione per chi ha denti storti, ma l’azione è diversa rispetto all’ortodonzia. Applicando le faccette estetiche, infatti, non si raddrizzano i denti, ma se ne modifica l’aspetto esteriore. La dentatura, quindi, sembrerà dritta, pur senza essere stata realmente spostata.

Ti sai lavare bene i denti?

Avere un sorriso splendente è il desiderio di tantissime persone, tuttavia non sempre è facile avere dei denti bianchi e perfetti. Una dentatura ben curata, infatti, non è soltanto un vantaggio a livello estetico, ma corrisponde anche ad un'accurata igiene orale, indispensabile per la salute dei denti e delle gengive.

Come si lavano i denti?

Anche se esistono molti modi per lavarsi i denti con uno spazzolino manuale, chiedi sempre consiglio al dentista e assicurati di seguire le sue istruzioni.
Per iniziare, usa un dentifricio al fluoro e uno spazzolino a setole morbide e non dimenticarti di sostituirlo ogni tre mesi.

Sicuramente scontato da dire, la prima cosa da fare è mettere il dentifricio sullo spazzolino, dopo averlo inumidito: ne basta una piccola quantità.
Ora si può procedere con la fase successiva: spazzolare i denti partendo dalle gengive fino al dente! Con questa tecnica, detta "a rullo", lo spazzolamento risulta garantire una pulizia più profonda.

Questo movimento è da ripetere per ogni parte della bocca per circa 15 secondi ciascuna, in particolar modo si raccomanda di insistere negli spazi tra un dente e l'altro, dove più facilmente si depositano i residui di cibo.
Infine ricordati di spazzolare delicatamente anche la lingua, usando o gli appositi pulisci lingua oppure anche semplicemente le setole dello spazzolino.

E se decidiamo di usare uno spazzolino elettrico?

Lo spazzolino elettrico è un modo diverso di lavare i denti, perché lavora in maniera del tutto autonoma e per questo risulta essere molto più semplice da usare. La testina da preferire è quella tonda: sensitive per denti sensibili, lucidante, ortodontica o kids, a seconda delle esigenze.

Lo spazzolino elettrico si usa mantenendo ferma la testina per 3 secondi su ogni lato del dente (parte interna, parte esterna, parte occlusale) ed è indicato per chi non ha grande manualità oppure chi esercita una pressione eccessiva con lo spazzolino manuale: nei modelli più moderni è previsto un sensore di pressione per evitare le abrasioni da spazzolino.

Al fine di pulire i denti, entrambe le tipologie di spazzolino sono adeguate, sta a chi lo usa essere in grado di utilizzarle in maniera consona per eliminare la placca ed evitare di infiammare le gengive.

Lavare i denti: gli errori più comuni

Tra gli errori più comuni troviamo senz’altro l’utilizzo scorretto dello spazzolino. La spazzolatura dei denti, infatti, deve seguire un andamento ben preciso per non rischiare di favorire la recessione gengivale e varia a seconda dell’arcata interessata.
In quella superiore occorre spazzolare dall’alto verso il basso, in quella inferiore l’opposto, ovvero dal basso verso l’alto prendendo in considerazione anche la gengiva nello spazzolamento poiché la placca batterica si forma anche a livello gengivale.

Il verso di spazzolatura è molto importante, perché se si spazzola male e magari anche con troppa energia, non solo si rischia di infiammare le gengive e non pulire bene gli spazi tra un dente e l’altro, ma si può favorire appunto il ritiro delle gengive. Mentre si spazzola, inoltre, bisognerebbe tenere lo spazzolino con un’inclinazione di 45° e spazzolare bene anche nella parte posteriore dei denti, senza dimenticare nessun punto.

Altro errore molto comune? Senza dubbio non utilizzare il filo interdentale, strumento indispensabile per tutti, ma ancora di più per chi soffre di sovraffollamento dentale o ha denti storti. In questi casi, infatti, è più difficile arrivare a pulire efficacemente gli spazi interdentali e, senza l’utilizzo del filo interdentale, si rischia di favorire l’accumulo di placca e tartaro con tutte le conseguenze del caso, ovvero infiammazioni gengivali e carie.

Infine, ma non meno importante, dimenticare l’utilizzo del collutorio, molto utile per abbassare la carica batterica presente nella bocca, aiutando a mantenerla sana.


Le opzioni a disposizione per allineare il sorriso

I motivi per cui una persona ricorre all’ortodonzia possono essere davvero tanti: da una parte c’è chi ha la necessità di correggere dei difetti funzionali (malocclusione, disallineamento delle arcate dentali...) dall’altra chi vuole correggere dei difetti estetici, come l’accavallamento o il diastema.

Questo perchè, sebbene un bel sorriso sia sicuramente un perfetto biglietto da visita, non ha solo una funzione estetica: una dentatura sana e ordinaria facilita la corretta masticazione e aiuta nel mantenimento dell'igiene orale.

Proprio per questo, nel caso madre natura non sia stata particolarmente benevola, l'ortodonzia può intervenire per rimettere ordine in dentature disarmoniche!

Apparecchio fisso tradizionale

È il modello più classico di apparecchio ortodontico: è composto da brackets (piastrine) metalliche che vengono posizionate su ogni dente e collegate da un arco (anch’esso metallico), bloccato da elastici, che agisce con forza controllata sulla dentizione, riallineandola.

L’apparecchio fisso rappresenta una soluzione altamente efficace (perché agisce sui denti 24 ore su 24) e meno costosa rispetto ad altri modelli. È anche generalmente più veloce nel risolvere le problematiche per cui è concepito. Un grande svantaggio è rappresentato però dall’estetica: i brackets e il filo metallico risultano molto evidenti nella bocca di chi li porta. Anche l’igiene orale può risultare difficoltosa, visto che l’apparecchio non può essere mai rimosso, neanche per lavarsi i denti.

Apparecchio fisso trasparente

L’apparecchio fisso trasparente funziona in modo identico rispetto all’apparecchio tradizionale, ma a differenza di questo viene realizzato con attacchi in ceramica e fili bianchi, che non contrastano con il colore dei denti.

In questo modo, l’effetto estetico è molto migliore, in quanto l’apparecchio risulta poco visibile. Gli svantaggi principali sono rappresentati dal prezzo, superiore rispetto al modello tradizionale e dal il possibile ingiallimento del materiale ceramico, inconveniente che il progredire delle tecniche sta lentamente superando.

Apparecchio linguale

Nell’apparecchio fisso linguale, le piastrine di attacco vengono posizionate sulla parte interna del dente, dove batte la lingua: la soluzione risulta così praticamente invisibile dall’esterno.

Tuttavia, questa tipologia di apparecchio presenta anche alcuni svantaggi: il trattamento è normalmente più costoso rispetto all’ortodonzia tradizionale, poiché richiede tecniche più sofisticate e controlli più lunghi,  inoltre i brackets possono rendere ancora più complessa l’igiene orale e risultare fastidiosi per il paziente.

Allineatori invisibili

Infine, la tipologia più innovativa di apparecchio ortodontico è quella che impiega l’azione di una serie di mascherine in resina trasparente per l’allineamento graduale dei denti.
Le mascherine, che vengono create su misura per il paziente, devono essere indossate per almeno 22 ore al giorno, ma possono essere rimosse per mangiare e per lavarsi i denti. Vengono sostituite ogni 1 o 2 settimane, a seconda dei casi.

Il vantaggio principale degli allineatori è che sono invisibili. Inoltre anche l’igiene orale è facilitata e l’apparecchio risulta confortevole, essendo privo di ganci e fili metallici che possono irritare lingua e gengive.


Come chiudere lo spazio tra i denti

Il diastema ai denti superiori, ovvero lo spazio tra i denti, è un elemento distintivo considerato spesso affascinante. Ma non sempre è così.
Non poche persone, infatti, considerano questa caratteristica un “problema”, risultando antiestetico e imbarazzante.
Ma da cosa dipende il diastema? E quali sono i rimedi per correggerlo?

Quali sono le cause del diastema?

Il diastema non è direttamente una vera e propria condizione patologica e, nella maggior parte dei casi, rappresenta solo un fastidio a livello estetico.
Tuttavia, diastemi pronunciati possono avere importanti effetti sulla funzionalità linguale, soprattutto nei bambini, che potrebbero sviluppare difficoltà nell’articolare determinati suoni.

Le cause della presenza di un diastema possono essere diverse. Quelle più ricorrenti sono da ricercarsi:

  • Nella presenza di un rapporto sproporzionato tra la dimensione dei denti e quelle della mascella
  • Nell’ipertrofia del frenulo labiale che impedisce l’avvicinamento dei due incisivi
  • In una causa meccanica, soprattutto nei bambini piccoli, come la cattiva abitudine di succhiarsi il pollice, pratica non a caso sconsigliata da molti dentisti
  • Nella presenza di cisti dentali follicolari o radicolari

Esistono delle soluzioni?

Correggere una grossa fessura tra i denti in un adulto non è semplice come nel bambino: la bocca è già ben formata e i denti sono da anni assestati nella loro posizione all’interno delle gengive. Nonostante questo l'ortodonzia può ancora avere successo, ma solo in seguito a trattamenti mirati.

L’utilizzo di apparecchi ortodontici è uno dei principali rimedi utilizzati per risolvere il problema del diastema: in base al caso si potrà optare per apparecchi dentali fissi o mobili o per l’ortodonzia invisibile.
In tutti i casi citati sarà possibile esercitare la giusta pressione per far si che i denti si riavvicinino, riducendo lo spazio in eccesso.

Un altro metodo utilizzato per la cura del diastema sono le faccette dentali, particolari gusci di porcellana o ceramica che ricoprono completamente il dente nascondendo le imperfezioni: un trattamento veloce e indolore!

Se invece a causare il problema è il frenulo, bisognerà agire su di esso, procedendo a un intervento chirurgico di rimodellazione chiamato ”frenulectomia”: si tratta di un intervento semplice e veloce che viene praticato anche sui bambini e che non comporta particolari controindicazioni.

In tutti i casi basterà rivolgersi al proprio dentista per avere un nuovo sorriso finalmente libero da fastidiosi inestetismi!

 


Gli attacchi negli allineatori: cosa sono e a cosa servono?

A volte la posizione dei denti non permette che la semplice mascherina riesca a raddrizzarli, vi è dunque bisogno di un supporto maggiore che riesca a dar la giusta pressione e direzione di spostamento per raggiungere risultati ottimali.
Proprio per questo, a volte, il piano di trattamento può prevedere la presenza di attacchi: piccole sporgenze che permettono all'allineatore di imprimere il corretto movimento al dente.

Scopriamo insieme cosa sono e perché sono importanti!

Cosa sono gli attacchi?

Gli attacchi ortodontici, detti anche attachments, sono degli spessori in composito (pasta con cui si realizza un'otturazione tradizionale) che vengono posizionati su determinati denti per esercitare una certa pressione in un momento specifico.

A seconda dei casi, il dentista applicherà una quantità variabile di attacchi, in base ai movimenti che i denti devono fare: la funzione degli attacchi è infatti quella di aderire con maggiore forza possibile all'allineatore, in modo che quest’ultimo eserciti la pressione ottimale necessaria ad effettuare i movimenti che il dentista ha progettato in base al piano di trattamento.

Le dimensioni degli attachments variano da 1 a 3 mm e hanno lo stesso colore dei denti: sono quindi quasi impercettibili ad occhio nudo, proprio come l'allineatore.
Oltre a questo, non implicano alcun tipo di cambiamento durante l'esecuzione del trattamento, in quanto sono elementi che fanno parte della procedura stessa.

Come si posizionano?

La tecnica di posizionamento è estremamente semplice ed indolore.

Una volta che le mascherine sono pronte per essere posizionate, il dentista registra la superficie del dente dove l'attacco sarà posizionato con un gel.
Quando il dente è pronto per il posizionamento del composito, quest’ultimo viene aggiunto nella cavità della mascherina e viene utilizzata una lampada di polimerizzazione in modo che il materiale aderisca correttamente al dente.

Una volta spenta la lampada, si procede a rimuovere con attenzione l'allineatore e a vedere se l'attacco si è incollato alla superficie del dente.

Per quanto tempo occorre portarli?

Purtroppo ancora una volta non esiste una risposta ben precisa. Tutto dipende dallo stato della bocca del paziente e da come il dentista ha progettato il trattamento: alcune persone possono indossare gli attacchi per mesi, altri non hanno bisogno di attacchi per l'intero trattamento.


I famosi denti del giudizio

I denti del giudizio, spesso chiamati anche "ottavi", sono i terzi ed anche gli ultimi molari che spuntano nelle arcate dentarie. Ognuno occupa l'ultima e più interna posizione di ogni semiarcata dentale e si identificano come terzo molare destro e sinistro inferiori e terzo molare destro e sinistro superiori.

I denti del giudizio devono il loro singolare nome all'età in cui erompono attraverso le gengive: normalmente fanno la loro comparsa tra i 18 ed i 25 anni, un'età che convenzionalmente viene considerata quella in cui ogni individuo raggiunge una certa maturità, superando la fase dell’infanzia e dell’adolescenza, acquisendo appunto "maggior giudizio".

A cosa servono i denti del giudizio?

I denti del giudizio, sono un patrimonio ereditario che risale addirittura agli uomini primitivi!
Per far fronte ad una dieta primitiva, composta da carni crude, alimenti duri e tenaci, i nostri antenati avevano bisogno di denti molto robusti e di mascelle ben salde e resistenti.

Con il tempo però la nostra alimentazione è molto cambiata, abbiamo iniziato a cuocere i cibi, a nutrirci di alimenti diversi, spesso molto più morbidi.  Questo ha portato ad aumentare le ossa del cranio, per fare posto a più materia grigia, e a diminuire il volume delle ossa mascellari.
Il percorso evolutivo della specie umana è quindi il motivo per il quale la crescita dei denti del giudizio è soggetta frequentemente a variazioni ed imperfezioni.

Quali problemi possono causare

La comparsa dei denti del giudizio stabilisce il completamento della dentizione permanente, tuttavia non sempre i terzi molari fanno il loro esordio. Spesso, infatti, uno o più denti del giudizio, rimangono inglobati nell’osso e nella gengiva, non riuscendo a spuntare: questo determina una situazione di ipodonzia (termine medico con il quale si indica una dentizione permanente incompleta).

Nonostante questo, non sempre i denti del giudizio hanno la necessità di essere estratti, possono aver trovato lo spazio giusto e rimanere nella loro sede perfettamente allineati senza dare alcun tipo di problema.
Tuttavia ci sono dei casi in cui necessitano di estrazione:

  • Quando fuoriescono parzialmente, ma non sono in grado di svilupparsi completamente
    In queste occasioni, non riuscendo a trovare lo spazio necessario alla conclusione del loro sviluppo, rimangono fissati all’osso mascellare o a quello mandibolare: questa situazione di crescita parziale conduce a volte alla formazione di processi infiammatori che portano all’estrazione del dente in questione.
  • Quando creano problemi parodontali
    Talvolta a causa dell’accumulo di cibo si possono creare dei problemi al molare vicino (secondo molare) difficilmente trattabili. L’estrazione dente del giudizio favorisce lo spazzolamento dei denti per cui determina sempre un miglioramento dell'infiammazione quando questa è presente.
  • Quando sono cariati
    E’ davvero difficile e sicuramente inutile curare un dente che non ha alcuna utilità pratica.

Correggere il sorriso per prenderti cura del tuo cuore

Avrai senz’altro sentito dire che la salute orale influisce sulla salute in generale.
In particolare esiste un forte legame tra la salute dei denti e le malattie cardiache: una persona che soffre di problemi dentali, gengivali e parodontali ha infatti una probabilità doppia di sviluppare un problema cardiaco rispetto ad una persona con le gengive in salute.

In che modo sono correlati?

La fonte dei problemi sono i batteri presenti all’interno del nostro cavo orale: quando non si compie un’accurata igiene orale e non si effettuano controlli regolari presso il dentista, né tantomeno sedute di igiene professionale, la nostra bocca è soggetta ad accumulo di placca e tartaro, con incremento della flora batterica, oltre a carie e problemi gengivali.

I batteri presenti nella bocca hanno la possibilità di diffondersi, attraverso il flusso sanguigno, dalla bocca ad altre parti del corpo e, quando giungono al cuore, possono provocare un’infiammazione e causare problemi quali endocardite, arteriosclerosi e infarto.

I segnali che possono farci accorgere di uno stato di infiammazione delle gengive sono molteplici e sono presenti già in uno stadio lieve di malattia parodontale:

  • Gengive arrossate, gonfie e doloranti al tatto
  • Sanguinamento gengivale mentre si mangia, si lavano i denti o si passa il filo interdentale
  • Gengive che sembrano ritirarsi
  • Presenza di pus o altri segni di infezioni intorno a denti e gengive
  • Frequente alitosi o cattivi odori in bocca
  • Denti allentati o che sembrano allontanarsi dagli altri denti

Una buona igiene orale rappresenta il miglior modo per proteggersi dall'insorgenza di malattie gengivali: lavare i denti due volte al giorno utilizzando uno spazzolino morbido e confortevole per la bocca che possa raggiungere bene tutte le superfici dentali, usare il filo interdentale ogni giorno e andare dal dentista regolarmente per effettuare una pulizia professionale della bocca, ci permetterà di evitare il rischio di sviluppare disturbi cardiaci legati alla salute orale e di mantenere un sorriso sempre sano, pulito e smagliante!


La guida definitiva al dentifricio giusto

Gli scaffali di supermercati e farmacie sono sommersi da dentifrici di ogni genere: sbiancanti, anti tartaro, rinforzanti...
Ma come scegliere il prodotto migliore? Innanzitutto, è fondamentale conoscere le caratteristiche della propria bocca e dei propri denti, per capire quali necessità dovrà soddisfare il dentifricio scelto.
Il dentista e l’igienista dentale potranno certamente dare il consiglio giusto.

Le caratteristiche di un buon dentifricio

Come abbiamo già detto, sul mercato esistono dentifrici per tutti i gusti. Nonostante le differenze e la grande quantità di proposte, alcuni ingredienti risultano fondamentali e sono comuni a tutti i prodotti:

  • Agenti detergenti
    Elementi che generano la schiuma che si forma quando si spazzola il dentifricio sui denti per coadiuvare la pulizia.
  • Agenti abrasivi
    Silicati e carbonato di calcio hanno funzione abrasiva per rimuovere residui di cibo, batteri e macchie dalla superficie dei denti.
  • Aromi per il sapore
    Sono sostanze che danno un particolare sapore al dentifricio. Il gusto più diffuso è senza dubbio la menta, ma si possono trovare anche dentifrici alla cannella, al limone e perfino al gusto di zenzero.
  • Addensanti
    Elementi che rendono il dentifricio denso e compatto, formando una pasta più facile da utilizzare.
  • Umettanti
    Sostanze che impediscono al prodotto di seccare e indurirsi, migliorandone l’utilizzo.

Come scegliere il dentifricio giusto

Se abbiamo denti fragili, soggetti a carie o particolarmente sensibili, il dentifricio migliore è quello a base di sali di fluoro, che rinforza lo smalto e contrasta l’azione dei batteri, e quindi la carie, attraverso un’azione che lega gli ioni di calcio sulla superficie del dente, rafforzando l’idrossiapatite, naturale barriera ossea contro acidi, batteri e placca.
Quanto maggiore sarà la quantità di fluoro contenuta, tanto più intensa la profilassi anti-carie, ma va concordata con il dentista la frequenza d’uso.

E se invece il nostro cruccio sono placca e tartaro? Dovremo privilegiare quei prodotti a base di cloruro di sodio, stimolante della saliva, che ha proprietà antibatteriche, oppure a base di sali di metallo (alluminio, zinco, stagno) che costituiscono una barriera protettiva all’interno del cavo orale.
I dentifrici a base di clorexidrina, tibenzenio idouro e triclosan, hanno invece un’azione antisettica e anti-placca diretta, per cui è necessaria la prescrizione dello specialista.

Un’ultima parola sui dentifrici a effetto sbiancante: per rimuovere la pigmentazione superficiale dello smalto, ricorrono a microsfere a bassa abrasività che, alla lunga, rischiano di alterare lo smalto stesso; vanno quindi usati con moderazione.


Cosa fare se si perde un allineatore?

Non bisogna mai rinunciare a un bel sorriso smagliante!
A qualsiasi età si può correggere la dentatura e ottenere denti perfettamente allineati.

Allineatori dentali invisibili

Se le condizioni cliniche lo consentono, puoi ottenere il tuo nuovo sorriso con un impatto molto ridotto sulla tua vita quotidiana.

Con l'evoluzione delle tecniche e il supporto della tecnologia 3D è possibile allineare i denti avvalendosi di una serie di allineatori su misura, pensati apposta per offrirti il massimo comfort.
Gli allineatori sono trasparenti e non si notano quando sono indossati, pertanto ti consentiranno di avere un sorriso perfettamente allineato in modo davvero discreto!

È una tecnica ideale per l’adulto, ma anche per i più giovani, che permette di allineare i denti senza alterare il proprio stile di vita e continuando a sorridere!
Man mano che sostituirai gli allineatori, i denti si sposteranno gradualmente, settimana dopo settimana, fino a raggiungere la posizione finale prevista. In genere, una coppia di allineatori va portata due settimane con un utilizzo giornaliero che non deve essere inferiore alle 22 ore.

Gli allineatori vanno rimossi durante i pasti e quando si assumono bevande colorate o calde: il calore può danneggiare questo tipo di dispositivi che pertanto vanno lavati usando acqua fredda o tiepida e spazzolando accuratamente con uno spazzolino.

Ho perso un allineatore: cosa posso fare?

Come si sente dire spesso: "Capita anche ai migliori!”. Non c'è quindi nessun motivo di preoccuparsi, esistono diverse soluzioni.

Può succedere a chiunque di perdere o rompere accidentalmente una mascherina.
La prima cosa da fare è contattare subito il tuo dentista e metterlo al corrente della situazione: sarà compito suo far sostituire l'allineatore danneggiato nel più breve tempo possibile.
Nell’attesa della mascherina sostituiva, quando possibile, continua ad indossare l’allineatore, anche se danneggiato, in modo da non perdere i progressi fatti.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento è comunque opportuno che tu ti rivolga sempre al tuo dentista, per trovare insieme a lui la soluzione più adatta.
In base alla situazione e al tuo piano di trattamento potrebbe infatti decidere di farti indossare nuovamente l’allineatore precedente e nel frattempo richiedere una ristampa dell’allineatore smarrito/rotto, oppure potrebbe ritenere opportuno farti passare direttamente all'allineatore successivo.

Proprio per questo l'importante è non saltare mai gli appuntamenti programmati e tenere il tuo sorriso sempre sotto controllo!