Le opzioni a disposizione per allineare il sorriso

I motivi per cui una persona ricorre all’ortodonzia possono essere davvero tanti: da una parte c’è chi ha la necessità di correggere dei difetti funzionali (malocclusione, disallineamento delle arcate dentali...) dall’altra chi vuole correggere dei difetti estetici, come l’accavallamento o il diastema.

Questo perchè, sebbene un bel sorriso sia sicuramente un perfetto biglietto da visita, non ha solo una funzione estetica: una dentatura sana e ordinaria facilita la corretta masticazione e aiuta nel mantenimento dell'igiene orale.

Proprio per questo, nel caso madre natura non sia stata particolarmente benevola, l'ortodonzia può intervenire per rimettere ordine in dentature disarmoniche!

Apparecchio fisso tradizionale

È il modello più classico di apparecchio ortodontico: è composto da brackets (piastrine) metalliche che vengono posizionate su ogni dente e collegate da un arco (anch’esso metallico), bloccato da elastici, che agisce con forza controllata sulla dentizione, riallineandola.

L’apparecchio fisso rappresenta una soluzione altamente efficace (perché agisce sui denti 24 ore su 24) e meno costosa rispetto ad altri modelli. È anche generalmente più veloce nel risolvere le problematiche per cui è concepito. Un grande svantaggio è rappresentato però dall’estetica: i brackets e il filo metallico risultano molto evidenti nella bocca di chi li porta. Anche l’igiene orale può risultare difficoltosa, visto che l’apparecchio non può essere mai rimosso, neanche per lavarsi i denti.

Apparecchio fisso trasparente

L’apparecchio fisso trasparente funziona in modo identico rispetto all’apparecchio tradizionale, ma a differenza di questo viene realizzato con attacchi in ceramica e fili bianchi, che non contrastano con il colore dei denti.

In questo modo, l’effetto estetico è molto migliore, in quanto l’apparecchio risulta poco visibile. Gli svantaggi principali sono rappresentati dal prezzo, superiore rispetto al modello tradizionale e dal il possibile ingiallimento del materiale ceramico, inconveniente che il progredire delle tecniche sta lentamente superando.

Apparecchio linguale

Nell’apparecchio fisso linguale, le piastrine di attacco vengono posizionate sulla parte interna del dente, dove batte la lingua: la soluzione risulta così praticamente invisibile dall’esterno.

Tuttavia, questa tipologia di apparecchio presenta anche alcuni svantaggi: il trattamento è normalmente più costoso rispetto all’ortodonzia tradizionale, poiché richiede tecniche più sofisticate e controlli più lunghi,  inoltre i brackets possono rendere ancora più complessa l’igiene orale e risultare fastidiosi per il paziente.

Allineatori invisibili

Infine, la tipologia più innovativa di apparecchio ortodontico è quella che impiega l’azione di una serie di mascherine in resina trasparente per l’allineamento graduale dei denti.
Le mascherine, che vengono create su misura per il paziente, devono essere indossate per almeno 22 ore al giorno, ma possono essere rimosse per mangiare e per lavarsi i denti. Vengono sostituite ogni 1 o 2 settimane, a seconda dei casi.

Il vantaggio principale degli allineatori è che sono invisibili. Inoltre anche l’igiene orale è facilitata e l’apparecchio risulta confortevole, essendo privo di ganci e fili metallici che possono irritare lingua e gengive.


Come chiudere lo spazio tra i denti

Il diastema ai denti superiori, ovvero lo spazio tra i denti, è un elemento distintivo considerato spesso affascinante. Ma non sempre è così.
Non poche persone, infatti, considerano questa caratteristica un “problema”, risultando antiestetico e imbarazzante.
Ma da cosa dipende il diastema? E quali sono i rimedi per correggerlo?

Quali sono le cause del diastema?

Il diastema non è direttamente una vera e propria condizione patologica e, nella maggior parte dei casi, rappresenta solo un fastidio a livello estetico.
Tuttavia, diastemi pronunciati possono avere importanti effetti sulla funzionalità linguale, soprattutto nei bambini, che potrebbero sviluppare difficoltà nell’articolare determinati suoni.

Le cause della presenza di un diastema possono essere diverse. Quelle più ricorrenti sono da ricercarsi:

  • Nella presenza di un rapporto sproporzionato tra la dimensione dei denti e quelle della mascella
  • Nell’ipertrofia del frenulo labiale che impedisce l’avvicinamento dei due incisivi
  • In una causa meccanica, soprattutto nei bambini piccoli, come la cattiva abitudine di succhiarsi il pollice, pratica non a caso sconsigliata da molti dentisti
  • Nella presenza di cisti dentali follicolari o radicolari

Esistono delle soluzioni?

Correggere una grossa fessura tra i denti in un adulto non è semplice come nel bambino: la bocca è già ben formata e i denti sono da anni assestati nella loro posizione all’interno delle gengive. Nonostante questo l'ortodonzia può ancora avere successo, ma solo in seguito a trattamenti mirati.

L’utilizzo di apparecchi ortodontici è uno dei principali rimedi utilizzati per risolvere il problema del diastema: in base al caso si potrà optare per apparecchi dentali fissi o mobili o per l’ortodonzia invisibile.
In tutti i casi citati sarà possibile esercitare la giusta pressione per far si che i denti si riavvicinino, riducendo lo spazio in eccesso.

Un altro metodo utilizzato per la cura del diastema sono le faccette dentali, particolari gusci di porcellana o ceramica che ricoprono completamente il dente nascondendo le imperfezioni: un trattamento veloce e indolore!

Se invece a causare il problema è il frenulo, bisognerà agire su di esso, procedendo a un intervento chirurgico di rimodellazione chiamato ”frenulectomia”: si tratta di un intervento semplice e veloce che viene praticato anche sui bambini e che non comporta particolari controindicazioni.

In tutti i casi basterà rivolgersi al proprio dentista per avere un nuovo sorriso finalmente libero da fastidiosi inestetismi!

 


Gli attacchi negli allineatori: cosa sono e a cosa servono?

A volte la posizione dei denti non permette che la semplice mascherina riesca a raddrizzarli, vi è dunque bisogno di un supporto maggiore che riesca a dar la giusta pressione e direzione di spostamento per raggiungere risultati ottimali.
Proprio per questo, a volte, il piano di trattamento può prevedere la presenza di attacchi: piccole sporgenze che permettono all'allineatore di imprimere il corretto movimento al dente.

Scopriamo insieme cosa sono e perché sono importanti!

Cosa sono gli attacchi?

Gli attacchi ortodontici, detti anche attachments, sono degli spessori in composito (pasta con cui si realizza un'otturazione tradizionale) che vengono posizionati su determinati denti per esercitare una certa pressione in un momento specifico.

A seconda dei casi, il dentista applicherà una quantità variabile di attacchi, in base ai movimenti che i denti devono fare: la funzione degli attacchi è infatti quella di aderire con maggiore forza possibile all'allineatore, in modo che quest’ultimo eserciti la pressione ottimale necessaria ad effettuare i movimenti che il dentista ha progettato in base al piano di trattamento.

Le dimensioni degli attachments variano da 1 a 3 mm e hanno lo stesso colore dei denti: sono quindi quasi impercettibili ad occhio nudo, proprio come l'allineatore.
Oltre a questo, non implicano alcun tipo di cambiamento durante l'esecuzione del trattamento, in quanto sono elementi che fanno parte della procedura stessa.

Come si posizionano?

La tecnica di posizionamento è estremamente semplice ed indolore.

Una volta che le mascherine sono pronte per essere posizionate, il dentista registra la superficie del dente dove l'attacco sarà posizionato con un gel.
Quando il dente è pronto per il posizionamento del composito, quest’ultimo viene aggiunto nella cavità della mascherina e viene utilizzata una lampada di polimerizzazione in modo che il materiale aderisca correttamente al dente.

Una volta spenta la lampada, si procede a rimuovere con attenzione l'allineatore e a vedere se l'attacco si è incollato alla superficie del dente.

Per quanto tempo occorre portarli?

Purtroppo ancora una volta non esiste una risposta ben precisa. Tutto dipende dallo stato della bocca del paziente e da come il dentista ha progettato il trattamento: alcune persone possono indossare gli attacchi per mesi, altri non hanno bisogno di attacchi per l'intero trattamento.


I famosi denti del giudizio

I denti del giudizio, spesso chiamati anche "ottavi", sono i terzi ed anche gli ultimi molari che spuntano nelle arcate dentarie. Ognuno occupa l'ultima e più interna posizione di ogni semiarcata dentale e si identificano come terzo molare destro e sinistro inferiori e terzo molare destro e sinistro superiori.

I denti del giudizio devono il loro singolare nome all'età in cui erompono attraverso le gengive: normalmente fanno la loro comparsa tra i 18 ed i 25 anni, un'età che convenzionalmente viene considerata quella in cui ogni individuo raggiunge una certa maturità, superando la fase dell’infanzia e dell’adolescenza, acquisendo appunto "maggior giudizio".

A cosa servono i denti del giudizio?

I denti del giudizio, sono un patrimonio ereditario che risale addirittura agli uomini primitivi!
Per far fronte ad una dieta primitiva, composta da carni crude, alimenti duri e tenaci, i nostri antenati avevano bisogno di denti molto robusti e di mascelle ben salde e resistenti.

Con il tempo però la nostra alimentazione è molto cambiata, abbiamo iniziato a cuocere i cibi, a nutrirci di alimenti diversi, spesso molto più morbidi.  Questo ha portato ad aumentare le ossa del cranio, per fare posto a più materia grigia, e a diminuire il volume delle ossa mascellari.
Il percorso evolutivo della specie umana è quindi il motivo per il quale la crescita dei denti del giudizio è soggetta frequentemente a variazioni ed imperfezioni.

Quali problemi possono causare

La comparsa dei denti del giudizio stabilisce il completamento della dentizione permanente, tuttavia non sempre i terzi molari fanno il loro esordio. Spesso, infatti, uno o più denti del giudizio, rimangono inglobati nell’osso e nella gengiva, non riuscendo a spuntare: questo determina una situazione di ipodonzia (termine medico con il quale si indica una dentizione permanente incompleta).

Nonostante questo, non sempre i denti del giudizio hanno la necessità di essere estratti, possono aver trovato lo spazio giusto e rimanere nella loro sede perfettamente allineati senza dare alcun tipo di problema.
Tuttavia ci sono dei casi in cui necessitano di estrazione:

  • Quando fuoriescono parzialmente, ma non sono in grado di svilupparsi completamente
    In queste occasioni, non riuscendo a trovare lo spazio necessario alla conclusione del loro sviluppo, rimangono fissati all’osso mascellare o a quello mandibolare: questa situazione di crescita parziale conduce a volte alla formazione di processi infiammatori che portano all’estrazione del dente in questione.
  • Quando creano problemi parodontali
    Talvolta a causa dell’accumulo di cibo si possono creare dei problemi al molare vicino (secondo molare) difficilmente trattabili. L’estrazione dente del giudizio favorisce lo spazzolamento dei denti per cui determina sempre un miglioramento dell'infiammazione quando questa è presente.
  • Quando sono cariati
    E’ davvero difficile e sicuramente inutile curare un dente che non ha alcuna utilità pratica.

Correggere il sorriso per prenderti cura del tuo cuore

Avrai senz’altro sentito dire che la salute orale influisce sulla salute in generale.
In particolare esiste un forte legame tra la salute dei denti e le malattie cardiache: una persona che soffre di problemi dentali, gengivali e parodontali ha infatti una probabilità doppia di sviluppare un problema cardiaco rispetto ad una persona con le gengive in salute.

In che modo sono correlati?

La fonte dei problemi sono i batteri presenti all’interno del nostro cavo orale: quando non si compie un’accurata igiene orale e non si effettuano controlli regolari presso il dentista, né tantomeno sedute di igiene professionale, la nostra bocca è soggetta ad accumulo di placca e tartaro, con incremento della flora batterica, oltre a carie e problemi gengivali.

I batteri presenti nella bocca hanno la possibilità di diffondersi, attraverso il flusso sanguigno, dalla bocca ad altre parti del corpo e, quando giungono al cuore, possono provocare un’infiammazione e causare problemi quali endocardite, arteriosclerosi e infarto.

I segnali che possono farci accorgere di uno stato di infiammazione delle gengive sono molteplici e sono presenti già in uno stadio lieve di malattia parodontale:

  • Gengive arrossate, gonfie e doloranti al tatto
  • Sanguinamento gengivale mentre si mangia, si lavano i denti o si passa il filo interdentale
  • Gengive che sembrano ritirarsi
  • Presenza di pus o altri segni di infezioni intorno a denti e gengive
  • Frequente alitosi o cattivi odori in bocca
  • Denti allentati o che sembrano allontanarsi dagli altri denti

Una buona igiene orale rappresenta il miglior modo per proteggersi dall'insorgenza di malattie gengivali: lavare i denti due volte al giorno utilizzando uno spazzolino morbido e confortevole per la bocca che possa raggiungere bene tutte le superfici dentali, usare il filo interdentale ogni giorno e andare dal dentista regolarmente per effettuare una pulizia professionale della bocca, ci permetterà di evitare il rischio di sviluppare disturbi cardiaci legati alla salute orale e di mantenere un sorriso sempre sano, pulito e smagliante!


La guida definitiva al dentifricio giusto

Gli scaffali di supermercati e farmacie sono sommersi da dentifrici di ogni genere: sbiancanti, anti tartaro, rinforzanti...
Ma come scegliere il prodotto migliore? Innanzitutto, è fondamentale conoscere le caratteristiche della propria bocca e dei propri denti, per capire quali necessità dovrà soddisfare il dentifricio scelto.
Il dentista e l’igienista dentale potranno certamente dare il consiglio giusto.

Le caratteristiche di un buon dentifricio

Come abbiamo già detto, sul mercato esistono dentifrici per tutti i gusti. Nonostante le differenze e la grande quantità di proposte, alcuni ingredienti risultano fondamentali e sono comuni a tutti i prodotti:

  • Agenti detergenti
    Elementi che generano la schiuma che si forma quando si spazzola il dentifricio sui denti per coadiuvare la pulizia.
  • Agenti abrasivi
    Silicati e carbonato di calcio hanno funzione abrasiva per rimuovere residui di cibo, batteri e macchie dalla superficie dei denti.
  • Aromi per il sapore
    Sono sostanze che danno un particolare sapore al dentifricio. Il gusto più diffuso è senza dubbio la menta, ma si possono trovare anche dentifrici alla cannella, al limone e perfino al gusto di zenzero.
  • Addensanti
    Elementi che rendono il dentifricio denso e compatto, formando una pasta più facile da utilizzare.
  • Umettanti
    Sostanze che impediscono al prodotto di seccare e indurirsi, migliorandone l’utilizzo.

Come scegliere il dentifricio giusto

Se abbiamo denti fragili, soggetti a carie o particolarmente sensibili, il dentifricio migliore è quello a base di sali di fluoro, che rinforza lo smalto e contrasta l’azione dei batteri, e quindi la carie, attraverso un’azione che lega gli ioni di calcio sulla superficie del dente, rafforzando l’idrossiapatite, naturale barriera ossea contro acidi, batteri e placca.
Quanto maggiore sarà la quantità di fluoro contenuta, tanto più intensa la profilassi anti-carie, ma va concordata con il dentista la frequenza d’uso.

E se invece il nostro cruccio sono placca e tartaro? Dovremo privilegiare quei prodotti a base di cloruro di sodio, stimolante della saliva, che ha proprietà antibatteriche, oppure a base di sali di metallo (alluminio, zinco, stagno) che costituiscono una barriera protettiva all’interno del cavo orale.
I dentifrici a base di clorexidrina, tibenzenio idouro e triclosan, hanno invece un’azione antisettica e anti-placca diretta, per cui è necessaria la prescrizione dello specialista.

Un’ultima parola sui dentifrici a effetto sbiancante: per rimuovere la pigmentazione superficiale dello smalto, ricorrono a microsfere a bassa abrasività che, alla lunga, rischiano di alterare lo smalto stesso; vanno quindi usati con moderazione.


Cosa fare se si perde un allineatore?

Non bisogna mai rinunciare a un bel sorriso smagliante!
A qualsiasi età si può correggere la dentatura e ottenere denti perfettamente allineati.

Allineatori dentali invisibili

Se le condizioni cliniche lo consentono, puoi ottenere il tuo nuovo sorriso con un impatto molto ridotto sulla tua vita quotidiana.

Con l'evoluzione delle tecniche e il supporto della tecnologia 3D è possibile allineare i denti avvalendosi di una serie di allineatori su misura, pensati apposta per offrirti il massimo comfort.
Gli allineatori sono trasparenti e non si notano quando sono indossati, pertanto ti consentiranno di avere un sorriso perfettamente allineato in modo davvero discreto!

È una tecnica ideale per l’adulto, ma anche per i più giovani, che permette di allineare i denti senza alterare il proprio stile di vita e continuando a sorridere!
Man mano che sostituirai gli allineatori, i denti si sposteranno gradualmente, settimana dopo settimana, fino a raggiungere la posizione finale prevista. In genere, una coppia di allineatori va portata due settimane con un utilizzo giornaliero che non deve essere inferiore alle 22 ore.

Gli allineatori vanno rimossi durante i pasti e quando si assumono bevande colorate o calde: il calore può danneggiare questo tipo di dispositivi che pertanto vanno lavati usando acqua fredda o tiepida e spazzolando accuratamente con uno spazzolino.

Ho perso un allineatore: cosa posso fare?

Come si sente dire spesso: "Capita anche ai migliori!”. Non c'è quindi nessun motivo di preoccuparsi, esistono diverse soluzioni.

Può succedere a chiunque di perdere o rompere accidentalmente una mascherina.
La prima cosa da fare è contattare subito il tuo dentista e metterlo al corrente della situazione: sarà compito suo far sostituire l'allineatore danneggiato nel più breve tempo possibile.
Nell’attesa della mascherina sostituiva, quando possibile, continua ad indossare l’allineatore, anche se danneggiato, in modo da non perdere i progressi fatti.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento è comunque opportuno che tu ti rivolga sempre al tuo dentista, per trovare insieme a lui la soluzione più adatta.
In base alla situazione e al tuo piano di trattamento potrebbe infatti decidere di farti indossare nuovamente l’allineatore precedente e nel frattempo richiedere una ristampa dell’allineatore smarrito/rotto, oppure potrebbe ritenere opportuno farti passare direttamente all'allineatore successivo.

Proprio per questo l'importante è non saltare mai gli appuntamenti programmati e tenere il tuo sorriso sempre sotto controllo!


Indossare l'allineatore almeno 22 ore al giorno?

Molto spesso dietro un sorriso perfettamente allineato non c’è solo una grande fortuna o un caso del destino, ma un percorso personalizzato, studiato da un professionista per consentire di sfoggiare un sorriso impeccabile.

Quando si tratta di raddrizzare i denti occorre fare una scelta ponderata, soprattutto in base alle nostre esigenze e a ciò che vogliamo ottenere.
Una di queste scelte può essere senza dubbio l'allineatore trasparente, che permette di ottenere un sorriso smagliante in modo semplice e discreto.

Ortodonzia invisibile

Rispetto ad un apparecchio fisso, l'ortodonzia invisibile presenta molteplici vantaggi:

  • Non è dolorosa
    Si può percepire un lieve fastidio per qualche giorno dall’applicazione del primo allineatore o dal cambiamento da un allineatore ad un altro, ma è normale poiché significa che la mascherina è “in azione”.
  • Estetica
    Essendo trasparente ha un impatto estetico davvero basso e non causa imbarazzo (specialmente agli adulti) rispetto ai tradizionali apparecchi.
  • Non bisogna preoccuparsi di cosa mangiare
    Poiché i denti durante il pasto sono liberi, sarà possibile mangiare qualsiasi cibo preferiamo.
  • Rimovibile
    Il fatto che gli allineatori possano essere rimossi per lavare i denti consente un’igiene orale più semplice e precisa.
  • Meno fastidiosa
    Gli allineatori non irritano le mucose orali in quanto non prevedono elementi come bracket e fili metallici.

22 ore al dì!

Essere in grado di rimuovere gli allineatori ogni volta che si vuole, significa anche avere molta determinazione e costanza: a volte potrai avere voglia di non indossarli o di rimuoverli spesso, ma devi evitare di farlo troppe volte per non inficiare sul trattamento.

Per spiegarti come mai è così importante che tu indossi gli allineatori per almeno 22 ore al giorno, rimuovendoli quindi solo per mangiare, bere e per l’igiene orale, dobbiamo partire dall'inizio del processo.
Dopo la prima visita, il dentista preparerà un piano di trattamento apposta per te: ogni mascherina agirà producendo un movimento continuo e delicato, accompagnando gradualmente i denti nello spostamento sino a quando non saranno disposti in modo perfettamente allineato. Questo perché ogni dente è circondato da legamenti parodontali che, sottoposti a forze leggere e costanti, cedono, consentendo di spostare il dente in una nuova posizione

Se non si è costanti nell'indossare gli allineatori e non si portano per le ore necessarie, il processo di allineamento dei denti non proseguirà nel modo corretto o nelle tempistiche preventivate e questo implicherà un prolungamento del trattamento stesso.
Avere denti allineati e un sorriso smagliante è davvero possibile, basta solo volerlo!
Non ti devi preoccupare di niente, se non di indossare gli allineatori per almeno 22 ore al giorno (...sono trasparenti, la maggior parte delle persone non saprà nemmeno che li indossi!).

Preparati per il tuo nuovo sorriso: è solo a pochi allineatori di distanza!


Quali cibi macchiano di più i denti?

Ci sono cibi dei quali siamo golosi, altri li riteniamo dei piccoli sfizi da concederci solo in particolari occasioni e altri ancora magari li mangiamo controvoglia.
Alcuni ci fanno bene, altri invece no: proprio come accade per i nostri denti. Ci sono molti alimenti in grado di macchiare i denti e spesso fanno parte delle nostre abitudini quotidiane.

Difficile rinunciare ai cibi e alle bevande preferite, ma prima di rassegnarsi ed evitare del tutto determinate scelte bisogna prendere coscienza di un punto: è l’eccesso che porta al problema.
Spesso basta evitare l’uso eccessivo di un ingrediente, lavare i denti dopo aver mangiato e rispettare i controlli dal dentista per non temere quelli che, in ogni caso, restano alimenti che macchiano i denti.

Vediamo una panoramica dei più comuni e degli effetti che possono generare nella nostra bocca.

Quali cibi macchiano di più i denti?

  • Alimenti a pigmentazione scura
    Tè e caffè sono le due bevande più consumate al mondo e sono molto potenti nel macchiare i denti, specialmente il tè nero che contiene una maggiore concentrazione di tannini.
  • Bevande gassate
    Ricche di coloranti, sono tutte pericolose per la salute dei denti. La coca-cola, ad esempio, non solo li ingiallisce, ma ne erode lo smalto, attaccando la struttura.
    Le bevande zuccherate, inoltre, provocano anche un aumento delle carie. Meglio lavarsi i denti dopo averle bevute!
  • Frutti di bosco
    Mirtilli, more e lamponi contengono antiossidanti e sono ottimi alleati della salute, ma sono ricchi di cromogeni e caratterizzati da un colore molto forte, dannoso per i denti sia che li mangiate interi sia che li consumiate sotto forma di succo.
  • Gelati e granite
    Forse questo vi sorprenderà, ma i gelati e le granite sono grandi nemici dello smalto dei denti.
    Sono prodotti rinfrescanti, ma elaborati con numerosi prodotti chimici, edulcoranti e acidi che donano quei colori così invitanti: optate per quelli artigianali e fatti con prodotti freschi e naturali!

Esiste una soluzione?

Pigmenti e acidità sono presenti in tantissimi alimenti, sia in natura che per ragioni artificiali. E allora? Come si fa a conservare un sorriso bianco e splendente? Bisogna prepararsi ad una vita di rinunce?
Per fortuna no!

Di sicuro è necessario fare un po’ di attenzione e limitare il consumo di alcuni alimenti, ma la vera soluzione è sempre la stessa: una corretta igiene orale.
Armati di spazzolino, dentifricio e filo interdentale si possono sconfiggere tutti i nemici del sorriso!
È sufficiente imparare a lavarsi bene i denti e farlo con la giusta frequenza, soprattutto se si consumano cibi pericolosi.


Differenza tra dentista e ortodontista

 

Quando abbiamo un problema alla nostra bocca o ai nostri denti, quasi sempre diciamo che “abbiamo bisogno di andare dal dentista”.
Ma cosa fa di preciso il dentista e come si differenzia dall’ortodontista? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su queste figure davvero importanti per la salute della nostra bocca e dei nostri denti.

Qual è la differenza tra un dentista e un ortodontista?

Sicuramente la prima affermazione che possiamo fare è che tutti gli ortodontisti sono anche dentisti, ma non tutti i dentisti sono ortodontisti. 

A fine ‘800 è stata coniata la parola odontoiatria per identificare quella parte della medicina che si occupa della salute dei denti e delle gengive, più in generale dei tessuti che compongono la bocca.
Da allora il dentista si può chiamare anche odontoiatra, e i 2 termini sono a tutti gli effetti sinonimi, anche se il primo è più colloquiale e il secondo ha un’accezione più colta.

Gli odontoiatri si dividono in vari rami di specializzazione:

  • cura carie, effettua devitalizzazioni (Endodonzia)
  • si occupa della ricostruzione dei denti (Odontoiatria conservativa)
  • effettua interventi chirurgici del cavo orale e inserisce gli impianti (Odontoiatria chirurgica)
  • cura il paradonto, insieme dei tessuti che si trovano intorno al dente (Parodontologia)
  • riabilita o ricostruisce denti mancanti con protesi (Riabilitazione protesica)
  • corregge l'allineamento dei denti e le varie problematiche ad esso correlate (Ortodonzia e Ortognatodonzia)

Nell’insieme delle specializzazioni che può conseguire un medico dentista, come abbiamo appena visto, c’è l’ortodonzia, ovvero la scienza che si occupa della cura dell’affollamento dentale, dell'allineamento dei denti e delle malocclusioni.
C’è da dire che un dentista “semplice” può occuparsi benissimo e con successo degli apparecchi ortodontici, ma che tipicamente a farlo sarà un ortodontista, che in definitiva è un dentista con una specializzazione ulteriore che dedica il suo lavoro soprattutto agli apparecchi.

Chi si occupa di cosa?

I dentisti sono medici laureati in Medicina e Chirurgia, poi specializzati in odontostomatologia e sono il primo contatto che abitualmente una persona ha con il mondo delle professioni mediche legate alla salute della bocca: sarà lui a curarvi le carie, a decidere se è necessaria una devitalizzazione, a diagnosticare un problema alle gengive, a installare una corona dentale, un ponte, una faccetta, un impianto, oppure, più semplicemente, potrà praticarvi l’igiene dentale e anche lo sbiancamento dello smalto.

Quando il dentista ritiene che un nuovo paziente abbia un problema che potrebbe richiedere l’uso di un apparecchio, lo indirizzi verso un collega altamente specializzato, l’ortodontista, ovvero un dentista che si occupa prevalentemente o esclusivamente di ortodonzia.